13.3-Gestione di cene per i soci

L’APS dispone di una cucina attrezzata per cui durante l’anno organizza varie cene aperte ai soli soci, con pagamento di una quota di partecipazione, con i seguenti importi totali:

-quote di partecipazione € 10.000= ricevute

-acquisto alimenti e bevande €  5.000= fattura

-acquisto materiale di consumo €  1.000= fattura

La gestione dei “pasti” non è compresa nell’elenco delle attività di interesse generale ex art. 5 CTS per cui ricade nell’area gestionale delle “attività diverse”; ai fini fiscali si tratta di un’attività reputata sempre di natura “commerciale” (art. 148 TUIR e art. 4 DPR 633/72), da riportare nel registro IVA ex L. 398/1991 (aliquota IVA 10%).

RENDICONTO PER CASSA

BANCA

10.000,00

B.1 ENTRATE PER PRESTAZIONI E CESSIONI AD ASSOCIATI

10.000,00

B.1 MATERIE PRIME, SUSSIDIARIE, DI CONSUMO E MERCI

6.000,00

BANCA

6.000,00

BILANCIO ORDINARIO

A.C.IV.1 BANCA

10.000,00

B.1 RICAVI PER PRESTAZIONI E CESSIONI AD ASSOCIATI

10.000,00

B.1 MATERIE PRIME, SUSSIDIARIE, DI CONSUMO E MERCI

6.000,00

D.7 DEBITI V/FORNITORI

6.000,00

D.7 DEBITI V/FORNITORI

6.000,00

C.IV.1 BANCA

6.000,00

13.4-Gestione diretta del bar del circolo

Il bar del circolo è gestito direttamente dai soci volontari, è aperto (normalmente) per i soli soci e realizza entrate ed uscite con i seguenti importi totali, riferiti al periodo 1/1-30/9/22 (per il restante periodo v. oltre):

-incasso totale € 20.000= scontrino non fiscale

-acquisto alimenti e bevande € 10.000= fattura

-acquisto materiale di consumo €  1.000= fattura

-aggiornamento manuale HACCP €    500= fattura

-manutenzione attrezzature €  1.000= fattura

La giurisprudenza della Corte di Cassazione è costante nel ritenere che “l’attività di bar con somministrazione di bevande verso pagamento di corrispettivi specifici svolta da un circolo culturale, anche se effettuata ai propri associati, non rientra in alcun modo tra le finalità istituzionali del circolo e deve, dunque, ritenersi ai fini del trattamento tributario, attività di natura commerciale” (sentenza n. 22142 del 13/7/2022 ove rimandi ad altre sentenze conformi). Tale attività è espressamente “decommercializzata”, ai fini fiscali, solo per le APS aderenti ad un Ente di Promozione Sociale Nazionale riconosciuto dal Ministero dell’Interno e per il solo caso di gestione diretta riservata ai soli soci ((art. 148 TUIR e art. 4 DPR 633/1972).

Da quanto detto ne deriva che, ai fini civilistici, si tratta di una attività “diversa” (art. 6 CTS) mentre ai fini fiscali si tratta di una attività “decommercializzata” (ex art. 148 TUIR e art. 4 DPR 633/72, da non riportare nel registro IVA ex L. 398/1991).

La differenza tra le ipotesi della “somministrazione di alimenti e bevande” (tipico del bar) e dei “pasti” (tipico del ristorante) sta che, nel secondo caso, vi è la cottura del cibo; si tratta di una differenza non più esistente a livello di autorizzazioni amministrative, ma che è rimasta a livello fiscale.

RENDICONTO PER CASSA

BANCA

20.000,00

B.1 ENTRATE PER PRESTAZIONI E CESSIONI AD ASSOCIATI

20.000,00

B.1 MATERIE PRIME, SUSSIDIARIE, DI CONSUMO E MERCI

11.000,00

BANCA

11.000,00

B.2 SERVIZI

500,00

BANCA

500,00

B.2 SERVIZI

1.000,00

BANCA

1.000,00

BILANCIO ORDINARIO

C.IV.1 BANCA

20.000,00

B.1 RICAVI PER PRESTAZIONI E CESSIONI AD ASSOCIATI

20.000,00

B.1 MATERIE PRIME, SUSSIDIARIE, DI CONSUMO E MERCI

11.000,00

D.7 DEBITI V/FORNITORI

11.000,00

D.7 DEBITI V/FORNITORI

11.000,00

C.IV.1 BANCA

11.000,00

B.2 SERVIZI

500,00

D.7 DEBITI V/FORNITORI

500,00

P.7 DEBITI V/FORNITORI

500,00

C.IV.1 BANCA

500,00

B.2 SERVIZI

1.000,00

D.7 DEBITI V/FORNITORI

1.000,00

D.7 DEBITI V/FORNITORI

1.000,00

C.IV.1 BANCA

1.000,00

13.5-Gestione di terzi del bar del circolo

Per vari motivi l’APS si vede costretta a cedere ad un soggetto terzo la gestione del bar dal mese di ottobre in avanti, a cui richiede il pagamento di un canone di affitto di azienda di € 300= (+IVA 22%) mensili con i seguenti aspetti:

-fatture relative ai mesi di ottobre e novembre (€ 600 + € 132=€ 732) incassate in unica soluzione entro il 2022);

-fattura relativa al mese di dicembre (€ 300 + € 66= € 366), emessa a dicembre 2022, ma incassata solo nel mese di gennaio 2023.

Secondo le istruzioni UNIONCAMERE l’affitto d’azienda del bar del circolo dell’APS deve avvenire con atto notarile, secondo le normali regole civilistiche (art. 2556 C.C), anche se la prassi delle CCIAA non è uniforme. Il gestore è un imprenditore commerciale a tutti gli effetti, per cui dovrà adempiere a tutti gli obblighi sanitari e fiscali vigenti; resta fermo che il bar resta aperto per i soli soci in quanto si tratta di un’autorizzazione amministrativa “da circolo” e non pubblica.

L’affitto d’azienda è un’attività “diversa”, avente natura fiscale “commerciale” da riportare nel registro IVA ex L. 398/1991.

La fattura di dicembre va riportata nel registro IVA ex L. 398/1991 anche se non incassata nel 2022 in quanto l’Agenzia delle Entrate ritiene valida ai fini IVA la data di emissione (ex art. 6 DPR 633/72); ai fini della dichiarazione IRES/IRAP tale importo non dovrà essere considerato per il periodo d’imposta 2022, ma solo per il successivo periodo d’imposta 2023 (criterio di cassa).

Si segnala che sul punto vi sono pareri discordi nella prassi delle agenzie SIAE, competenti a fare i controlli sui soggetti in L. 398/1991, e delle varie sedi dell’A.d.E., competenti ad elevare gli accertamenti.

RENDICONTO PER CASSA

BANCA

732,00

B.3 ENTRATE PER PRESTAZIONI E CESSIONI DI BENI

732,00

BILANCIO ORDINARIO

C.II.1 CREDITI VERSO UTENTI E CLIENTI

1.098,00

B.3 RICAVI PER PRESTAZIONI E CESSIONI A TERZI

D.9 DEBITI TRIBUTARI

900,00

198,00

C.IV.1 BANCA

732,00

C.II.1 CREDITI VERSO UTENTI E CLIENTI

732,00