La nuova legge sulle ONG e la qualifica di ONLUS

1 – Alcuni tratti generali

La L. 11/8/2014 n. 125 “Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo” (G.U. n. 199 del 28/8/14) ha aggiornato e riordinato i soggetti, gli strumenti e le modalità di intervento della cooperazione allo sviluppo, abrogando la precedente L. 49/1987.

Possono partecipare al sistema della cooperazione allo sviluppo, a parte vari tipi di enti pubblici, le “organizzazioni della società civile” e, novità, anche “i soggetti con finalità di lucro”.

Ai sensi dell’art. 26 sono considerate “organizzazioni della società civile” i seguenti soggetti:

a)organizzazioni non governative specializzate nella cooperazione allo sviluppo e nell’aiuto umanitario;

b)ONLUS statutariamente finalizzate alla cooperazione allo sviluppo e alla solidarietà internazionale;

c)organizzazioni di commercio equo e solidale, della finanza etica e del microcredito che nel proprio statuto prevedano come finalità prioritaria la cooperazione internazionale allo sviluppo;

d)organizzazioni e associazioni delle comunità di immigrati che mantengano con le comunità dei Paesi di origine rapporti di cooperazione e sostegno allo sviluppo o che collaborino con soggetti provvisti dei requisiti di cui alla L. 125/2014 e attivi nei Paesi coinvolti;

e)le imprese cooperative e sociali; 

f)le organizzazioni sindacali dei lavoratori e degli imprenditori; 

g)le fondazioni, le o.d.v. ex L. 266/1991 e le a.p.s. ex L. 383/2000, qualora i loro statuti prevedano la cooperazione allo sviluppo tra i fini istituzionali;

h) le organizzazioni con sede legale in Italia che godono da almeno 4 anni dello status consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC).

Il Ministero Affari Esteri cura l’iscrizione di questi enti non profit nell’elenco dei soggetti ammessi al sistema della cooperazione allo sviluppo, fissando i criteri di ammissione e provvedendo poi alla revisione biennale.

La novità, come detto, riguarda la presenza di soggetti aventi finalità di lucro nel sistema della cooperazione allo sviluppo. L’art. 27 prevede che le imprese possano partecipare ai progetti internazionali e, a certe condizioni, beneficiare anche di crediti agevolati, nel caso in cui creino imprese miste nei Paesi partner, creando occupazione in loco. Si tratta, in sostanza, di affiancare agli aiuti umanitari “tradizionali” anche aiuti che portino a sviluppare capacità imprenditoriali e lavoro sul posto. Anche le banche potranno entrare nel sistema se garantiranno crediti o garanzie alle imprese sopra indicate impegnate nei progetti di sviluppo locale.

 

2 – Il regime fiscale e la qualifica di ONLUS

La nuova legge conferma quanto già previsto dalla L. 49/1987 e cioè che le attività di cooperazione allo sviluppo e di aiuto umanitario svolte dai soggetti iscritti nell’elenco tenuto dal M.A.E. “sono da considerarsi, ai fini fiscali, attività di natura non commerciale”.

Come è noto l’art. 10 del D. Lgs. 460/1997 aveva concesso alle ONG riconosciute idonee dal M.A.E. la qualifica di ONLUS “di diritto”. La nuova legge non prevede più per le “organizzazioni della società civile” ammesse al sistema della cooperazione internazionale l’assunzione della qualifica di ONLUS “di diritto”, per cui i singoli enti non profit, se interessati, dovranno chiedere l’iscrizione all’Anagrafe delle ONLUS seguendo la procedura ordinaria presso le singole Direzioni Regionali dell’Agenzia delle Entrate. In questo caso, ovviamente, gli enti dovranno rispettare tutti i requisiti previsti in via ordinaria dal D. Lgs. 460/97: clausole dello statuto, divieto di esercitare attività connesse eccedenti i casi previsti, ecc..

Per quanto riguarda le ONG già iscritte presso il M.A.E. la nuova legge prevede che, entro sei mesi dalla pubblicazione della legge sulla G.U., ognuna di esse, se interessata al mantenimento della qualifica di ONLUS, debba presentare apposita istanza alla singola Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate. In caso di inerzia, allo scadere del sesto mese, le ONG saranno private ex lege della qualifica di ONLUS “di diritto”.

La valutazione di mantenere (per le vecchie ONG) o di acquisire (per le new entry) la qualifica di ONLUS, a questo punto “ordinaria”, deve considerare la rilevanza nel singolo caso delle  agevolazioni fiscali per il fund raising, legate come noto allo status di ONLUS, come ad esempio la partecipazione al sistema del 5 per mille dell’IRPEF o le agevolazioni previste dalla “+dai-versi” (D.L. 35/2005). 

Questa norma transitoria si incrocia temporalmente con il generale riordino del sistema fiscale degli enti non profit prevista dalla delega sopra vista, per cui è facile prevedere che vi saranno incertezze diffuse e richieste di proroga del termine per decidere se rimanere o meno ONLUS di diritto.

comments powered by Disqus