IL MODELLO EAS PER LE A.S.D.

(estratto dal corso: COME GESTIRE UNA ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA)

Una volta redatto l’atto costitutivo e lo statuto, fatta la registrazione e ottenuto il codice fiscale e/o la Partita IVA, l’a.s.d. deve presentare all’Agenzia delle Entrate il modello EAS, entro 60 gg. dalla data di costituzione, esclusivamente in via telematica.

Questo modello è, di fatto, obbligatorio in quanto la norma (art. 30 D.L. 185/2008) prevede che gli enti associativi possano godere delle agevolazioni fiscali previste dall’art. 148 TUIR e dall’art. 4 DPR 633/72 in tema di IVA, sostanzialmente la decommercializzazione delle quote degli utenti/soci, solo se:

a)siano in possesso dei requisiti qualificanti previsti dalla normativa tributaria (cioè rispettino formalmente e sostanzialmente i criteri fiscali);

b)inviino il modello EAS.

Quindi l’invio del modello EAS va fatto anche nel caso in cui l’a.s.d. abbia aperto solo il codice fiscale.

In fase di costituzione dell’a.s.d. e, quindi, di primo invio del modello EAS, la norma prevede la possibilità di un invio tardivo, oltre i 60 gg., ma entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile (IRES/IRAP o IVA), a condizione che:

a)non sia già stata constatata la violazione; 

b)venga pagata una sanzione di € 258= (F24 con codice tributo 8114).

Per le a.s.d. per calcolare il termine esatto si verificano i seguenti casi:

a)a.s.d. in regime L. 398/1991 (non presenta la dichiarazione ai fini IVA): il termine è quello di presentazione della dichiarazione dei redditi, vale a dire:

a.1- il 30/9 dell’anno successivo se l’esercizio è coincidente con l’anno solare (cioè chiude al 31/12);

a.2- l’ultimo giorno del 9^ mese dalla chiusura dell’esercizio sociale, se questo non sia coincidente con l’anno solare (cioè non chiude al 31/12);

b) a.s.d. NON in regime L. 398/1991 (presenta anche la dichiarazione ai fini IVA che scade sempre il 30/9 con riferimento obbligatorio all’anno solare) si deve tenere conto del primo termine utile tra la dichiarazione IVA e la dichiarazione dei redditi, che hanno scadenze diverse, per cui la scadenza è sempre al 30/9 dell’anno successivo (si considera quella della dichiarazione IVA).

Si sottolinea che sul conteggio esatto dei termini si trovano pareri discordanti, anche sulla base della non felice formulazione della ris. 110/2012 dell’Agenzia delle Entrate, che pare fare riferimento al termine del 30/9 a prescindere dalla situazione soggettiva della singola a.s.d.. Chi scrive reputa più corretta la soluzione prospettata sopra, che tiene conto della singola a.s.d. (esercizio sociale e presenza o meno del regime L. 398).

Il modello EAS si compone di una intestazione (dati dell’a.s.d., sede legale e dati del rappresentante legale) e di una parte nella quale occorre rispondere a 38 quesiti. 

Per le a.s.d. è prevista una modalità semplificata di compilazione di questa seconda parte, per cui è consentito rispondere solamente a sei quesiti, indicati dai numeri 3,4,5,6,20,25,26.

Le variazioni che intervengono nel tempo nei dati inseriti nell’intestazione vanno comunicati tramite la modulistica prevista per le variazioni del codice fiscale o della Partita IVA.

Al contrario le variazioni che riguardano i quesiti comportano l’obbligo di presentare un nuovo modello EAS, entro il 31/3 dell’anno successivo a quello di riferimento delle variazioni (es. variazioni intervenute nel 2013, trasmissione telematica del modello EAS entro il 31/3/2014). La variazione del dato monetario inserito al punto n. 20 (v. oltre) non comporta (da solo) l’obbligo di presentare il nuovo modello EAS. Per questo modello EAS relativo alle variazioni intervenute nel tempo, in attesa di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, si ritiene in generale che non sia consentito l’invio in ritardo oltre la data del 31/3, a differenza di quanto visto sopra per il primo invio in fase di costituzione dell’a.s.d..

Passando all’esame del modello, nel primo riquadro (intestazione) si segnalano questi punti:

-tipo di ente: inserire il codice 7, specifico per le a.s.d.;

-data di costituzione: quella indicata nell’atto costitutivo;

-data di inizio attività: ripetere quella di costituzione (questo dato non è obbligatorio);

-per il rappresentante legale non sono obbligatori il telefono, il fax e la posta elettronica.

Per il secondo riquadro (quesiti) esaminiamo le singole voci obbligatorie per le a.s.d..

3) CHE L’ENTE HA PERSONALITA’ GIURIDICA

La casella va compilata solo se l’a.s.d. ha conseguito la personalità giuridica istruendo la relativa pratica presso la Regione (v. capitolo apposito). Dato che  quasi tutte le a.s.d. NON hanno la personalità giuridica questa casella NON va compilata.

4) CHE L’ENTE HA ARTICOLAZIONI TERRITORIALI E/O FUNZIONALI: 

In genere si barra il NO, in quanto le a.s.d. non hanno più sedi in luoghi diversi. Dovrà essere sbarrato il SI se l’a.s.d. opera in più impianti sportivi, specie se ubicati in Comuni differenti: può essere il caso delle a.s.d. di ginnastica ritmica, di danza acrobatica o delle polisportive.

5)CHE L’ENTE E’ UNA ARTICOLAZIONE TERRITORIALE E/O FUNZIONALE DI ALTRO ENTE

In genere si barra il NO, per i motivi sopra esposti, in quanto le articolazioni non hanno il Codice Fiscale autonomo.

6) CHE L’ENTE E’ AFFILIATO A FEDERAZIONI O GRUPPI

In genere si barra il SI, in quanto si è visto che l’a.s.d., per godere delle agevolazioni fiscali, deve essere affiliata alle Federazioni Sportive Nazionali e/o agli Enti di Promozione Sportiva.

20) CHE L’ENTE RICEVE PROVENTI PER ATTIVITA’ DI SPONSORIZZAZIONE O PUBBLICITA: ABITUALMENTE, OCCASIONALMENTE, NO, IMPORTO

Le a.s.d. normalmente effettuano prestazioni di pubblicità e/o sponsorizzazione per finanziarie le proprie attività. In genere l’a.s.d. dovrà quindi barrare la casella “abitualmente”, se in possesso di partita iva, o “occasionalmente”, se non ha la partita IVA. In entrambi i casi deve indicare l’importo di tali proventi percepito  nel corso dell’ultimo esercizio chiuso; in fase di compilazione del primo modello EAS si ritiene che vada inserito l’importo presunto di tali proventi per il primo esercizio sociale. Si ricorda che la variazione del dato monetario negli anni successivi, da solo, non comporta l’obbligo di ripresentare il modello EAS.

25) CHE L’ENTE OPERA PREVALENTEMENTE NEL SEGUENTE SETTORE

Per le a.s.d. indicare il codice 5, relativo al settore “sport”.

26) CHE L’ENTE SVOLGE LE SEGUENTI SPECIFICHE ATTIVITA’

Sono previste n. 26 attività specifiche, per cui vanno barrate solo le caselle corrispondenti alla realtà del singolo caso specifico. 

E’ chiaro che le singole attività svolte possono essere diversamente apprezzate dall’Agenzia delle Entrate ai fini della selezione per i controlli: alcune attività sono “commerciali” ex lege, per cui anche le a.s.d. devono rispettare tutti gli adempimenti del caso (v. capitoli specifici), altre attività sono a forte rischio di essere svolte sotto le mentite spoglie di a.s.d., ma in realtà celare vere e proprie attività “commerciali”.

In generale le a.s.d. possono essere interessate alle seguenti attività:

2-commercio di beni: se vengono effettuate vendite (anche ai soci) di oggetti utili per la pratica sportiva (tubi di palle, magliette, bevande tramite macchinette, ecc.);

3-ristorazione: se all’interno dell’impianto sportivo l’a.s.d. ha la titolarità o la mera gestione di ristoranti ed esercizi similari (carattere distintivo è la cottura degli alimenti); 

4-bar e altre forme di somministrazione di alimenti e bevande: se all’intero dell’impianto sportivo l’a.s.d. ha la titolarità o la mera gestione di bar e locali simili (in sostanza per i punti 3 e 4 si deve verificare il tipo di licenza rilasciato dal Comune alla a.s.d.);

8-raccolta fondi per finalità sociali: può capitare anche alle a.s.d. di organizzare raccolte fondi per le proprie finalità e/o per beneficenza;

11-organizzazione di eventi sportivi: si tratta di gare, tornei e campionati;

12-gestione scuola di ballo: questa voce riguarda le a.s.d. specifiche del settore ballo, affiliate come tali agli E.P.S.;

13-gestione palestra: si intende riferita ad una struttura completa di macchinari e spogliatoi;

14-gestione centro sportivo (piscina, campi da tennis, di calcio, ecc.): si tratta delle a.s.d. che hanno la gestione di impianti sportivi, anche in concessione dal Comune; 

18-manifestazioni spettacolistiche (teatro, cinema, concerti, ecc.): caso raro, da considerare se l’a.s.d. svolge queste attività nel proprio circolo interno all’impianto sportivo (da non barrare se le attività sono svolte da un gestore);

19-attività di intrattenimento (trattenimenti danzanti con esecuzioni musicali non dal vivo, giochi elettronici, automatici, ecc.):  caso raro anche questo, da considerare se l’a.s.d. svolge queste attività nel proprio circolo interno all’impianto sportivo, tenuto in gestione diretta (da non barrare se le attività sono svolte da un gestore);

21-viaggi e soggiorni turistici: caso raro, da considerare nel caso l’a.s.d. gestisca direttamente viaggi e soggiorni (sulla neve, per corsi sub, ecc.) senza passare per una agenzia viaggi abilitata in base alle norme di legge settoriali.

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